mercoledì 23 gennaio 2019

CESARINI ILLUDE IL REDIVIVO PAVIA, MA LA FERALPI FA 2-2: RILANCIO RINVIATO

PAVIA-FERALPI SALÒ 2-2

MARCATORI: 36′ Tortori (F), 41′ Cesarini (P), 68′ Cesarini (P), 76′ Tortori (F).

PAVIA (4-2-3-1): Facchin; Ghiringhelli, Siniscalchi, Biasi, Marino; La Camera (65′ Pirrone), Pavan (80′ Manconi); Martin (91′ Bonanni), Cesarini, Grbac; Ferretti.

A disposizione: De Toni, A. Cristini, L. Buongiorno, M. Buongiorno, M. Marchi, Anastasia.

All.: Fabio Brini.

FERALPI SALÒ (4-3-3): Caglioni; Tantardini, Ranellucci, Leonarduzzi, Allievi; Fabris (67′ Greco), Settembrini, Maracchi; Bracaletti, Guerra (80′ Bertolucci), Tortori.

A disposizione: Bavena, Carboni, Cordomaz, Ragnoli, Garufi, Botchway.

All.: Aimo Diana.

ARBITRO: Baroni di Firenze.

GUARDALINEE: Polo-Grillo di Pordenone e Lenarduzzi di Merano.

NOTE: ammoniti Tantardini, La Camera, Biasi, Pirrone e Martin. Recuperi: pt 2′, st 3′. Angoli: 4-4. Spettatori 1.535 (record stagionale).

PAVIA – Una clamorosa dormita difensiva nel finale nega al Pavia 3 punti che sarebbero stati pesantissimi. Alla fine è solo pareggio contro la Feralpi Salò (e sorpasso in classifica fallito, così come il concreto avvicinamento alla coppia di testa Cittadella-Alessandria) nel big match del Fortunati: gli azzurri si devono accontentare ma – la nota positiva è questa – sono apparsi decisamente rivitalizzati dalla cura-Brini. Peccato perché, a metà ripresa, Cesarini con un gol da favola aveva illuso il popolo del Fortunati. Ma le sensazioni per il futuro – sperando nel recupero di tutti gli infortunati e nelle prossime mosse di mercato – sembrano, ora e finalmente, improntate al sereno.

BEN SEI ASSENZE PER BRINI Brini deve fare a meno di tante pedine (addirittura 4 a centrocampo): gli infortunati Alessandro Marchi (problema muscolare al flessore accusato giovedì in allenamento, si attende l’esito dell’ecografia), Carraro (lavora già in gruppo dopo aver smaltito lo stiramento, ma non è ancora pronto per scendere in campo), Bellazzini, Marco Cristini, Abbate (piccolo dolore accusato durante la rifinitura), lo squalificato Malomo ed il nuovo arrivato Grillo, in netto ritardo di condizione. Gli altri 2 acquisti – Pirrone e Manconi, anch’essi un po’ indietro a livello atletico – si accomodano inizialmente in panchina. Come previsto, il tecnico marchigiano vara un 4-2-3-1 con Martin (che resta comunque ad un passo dalla cessione) nell’inedita posizione di esterno alto a destra (per accentrarsi col mancino, il suo piede naturale) e Grbac dalla parte opposta, con Cesarini appena dietro a Ferretti. Dietro, Marino è chiamato come a Pordenone a sacrificarsi nel ruolo non suo di terzino sinistro.

Due assenze pesanti anche nella Feralpi: l’esperto regista Pinardi, infortunato, e il centravanti (ed ex di turno) Romero, capocannoniere della squadra con 7 reti al pari di Bracaletti, squalificato: al suo posto gioca Guerra, che punta centrale non è (e lo si vedrà bene in partita).

SUBITO MARTIN VICINO AL GOL Il rendimento dei gardesani in trasferta è semplicemente impressionante: 6 vittorie e 2 pareggi fino ad ora, ma gli azzurri non si fanno condizionare e la partenza è promettente. Dopo 2 soli minuti una bella combinazione Cesarini-Ferretti-Martin porta quest’ultimo alla conclusione col mancino da ottima posizione, peccato solo manchino potenza e angolazione per impensierire Caglioni. Ben presto, però, la Feralpi inizia a macinare gioco come sa – tanto fraseggio corto, rapido e palla a terra per vie centrali, con aperture improvvise e ficcanti sulle fasce -, e il primo brivido per Facchin arriva già al 5′, con Fabris che si vede fortunosamente rimpallato da Siniscalchi il suo destro a botta sicura su cross di Tortori. Poi, al 9′, è Maracchi a provarci dalla distanza, post inserimento da dietro: destro secco e palla alta di pochissimo.

LA CAMERA RISPONDE PRESENTE Il Pavia, dal canto suo, cerca di replicare colpo su colpo, con Martin e Grbac che si applicano moltissimo sugli esterni e con La Camera che cerca di dirigere – ragionando sempre – il traffico in mezzo al campo: ma il giropalla è spesso lento, e la sensazione è che gli avversari corrano di più e soprattutto meglio, ovvero più compatti e con migliore occupazione degli spazi. Là davanti, però, i verdeblù non riescono a pungere – l’assenza di un riferimento come Romero si sente eccome -, e allora, col passare dei minuti, sono proprio gli azzurri a prendere sempre più fiducia. E a pungere prima (25′) con un grande inserimento da sinistra più assist in verticale di Grbac, non raccolto da Martin, e poi (28′) con una splendida verticalizzazione di La Camera per Ferretti, che si presenta tutto solo davanti a Caglioni, bravissimo a respingere in tuffo la conclusione – per la verità non troppo angolata – dello Squalo Bianco.

FERALPI-GOL NEL MIGLIOR MOMENTO AZZURRO Purtroppo, però, proprio nel suo momento migliore, il Pavia si fa del male da solo: Pavan (36′) perde un pallone sanguinoso in mezzo al campo, la Feralpi riparte velocissima e Guerra verticalizza subito per Tortori, che da posizione un po’ defilata lascia partire un bolide di destro che incenerisce letteralmente Facchin (non benissimo nella circostanza). Secondo centro in campionato per l’attaccante esterno ex Melfi e Paganese.

REAZIONE IMMEDIATA, IL PAREGGIO COME PREMIO Il segnale (molto) positivo è che il Pavia non si perde d’animo e reagisce subito. Cesarini – fino a quel momento un po’ sottotono – si guadagna una punizione dal limite che La Camera prova ad indirizzare con sapienza nell’angolino basso, trovando l’opposizione in tuffo di Caglioni: sul corner che ne segue, lo stesso La Camera pennella sul secondo palo, laddove Cesarini è trattenuto alle spalle al momento di concludere, il guardalinee se ne accorge e l’arbitro assegna il rigore al Pavia. Dal dischetto (41′), Cesarini è perfetto (palla sotto l’incrocio, Caglioni completamente spiazzato) e per lui sono 7 gol in campionato. Si va al riposo sull’1-1 (e non è poco, a livello psicologico) e dopo aver visto – in fase di costruzione del gioco e a livello di voglia ed impegno – il miglior La Camera della stagione. Se pensiamo che oggi ha giocato solo perché Pirrone non è ancora al meglio, e che al 99% lascerà Pavia durante il mercato invernale… una citazione di merito gli va attribuita. Con annessa riflessione: capito finalmente che Giovanni non è un regista basso da centrocampo a 5? Bensì un regista da centrocampo a 4 in linea, che ha bisogno di avere a fianco un mediano d’interdizione tosto e dinamico? Il calcio è così semplice… se poi lo si vuole complicare, si pagano i danni con gli interessi.

image

L’INGRESSO IN CAMPO DI GIUSEPPE PIRRONE

E proprio La Camera illumina subito l’inizio di ripresa: grande verticalizzazione per Grbac, che in area prova la conclusione al volo col mancino ma manda alto. Ancora Grbac al 12′, stavolta di destro al volo dalla distanza: poca convinzione però nell’esecuzione, e palla ancora alta. Il Pavia col passare dei minuti arretra un po’ il baricentro, la Feralpi guadagna qualche metro di troppo e Brini se ne accorge: fuori La Camera – visibilmente cotto dopo aver speso tutto – e debutto in azzurro per il regista Pirrone.

image

ALESSANDRO CESARINI RICOPERTO DALL’ABBRACCIO DEI COMPAGNI

CESARINI DA IMPAZZIRE Ma a ridare davvero entusiasmo e vigore agli azzurri e a tutto il Fortunati ci pensa… Cesarini: imbeccato (68′) sullo scatto da Ferretti, sembra ormai troppo defilato per poter concludere a rete… e invece il numero 10 si inventa un pallonetto pazzesco sul palo più lontano per il vantaggio azzurro. Che gol, mamma mia che gol. E sono 8 per Cesacadabra.

DORMITA AZZURRA E 2-2 FERALPI Gli azzurri riprendono a giocare con maggior scioltezza, i duetti Grbac-Ferretti-Cesarini (tre che col pallone parlano la stessa lingua) si susseguono ma la Feralpi riesce a non sbandare, ed anzi trova pure il pareggio al 76′ su una colossale dormita della retroguardia locale: cross da destra di Bracaletti… Facchin non esce, Siniscalchi e Martin stanno a guardare (per la serie “vai tu che non vado io”), e ancora Tortori, da pochi passi, ringrazia.

Brini non si arrende e rischia il tutto per tutto: dentro anche Manconi (piazzato nel suo ruolo naturale di esterno offensivo a sinistra) al posto di Pavan (dolorante ad una coscia, speriamo non si tratti dell’ennesimo infortunio in un centrocampo già martoriato), con Grbac ora centrocampista centrale – e non è un caso, l’allenatore lo vede anche lì come spiegato in conferenza stampa post partita – al fianco di Pirrone. E dopo un enorme brivido procurato da una punizione-bomba del nuovo entrato (ed ex di turno) Beppe Greco, fortunatamente deviata in corner da Cesarini con Facchin già dedito alle preghiere, ecco proprio Manconi ad illuminare: gran destro a giro indirizzato sotto l’incrocio, su cui però Caglioni compie un autentico capolavoro con la mano di richiamo.

Finisce qui, con grande rammarico: per una colossale distrazione difensiva sfuma la vittoria del rilancio. Ma la squadra ha dimostrato di esserci e di crederci. E la curva a fine partita ha apprezzato, applaudendo i giocatori.

Che sia un importante punto di inizio. E non solo un’occasione persa.

Matteo Montagna

1302 Letto: 1 Views Today
Condividi