giovedì 23 novembre 2017

PAVIA. NORDI: “QUESTA È CASA MIA, NON CI HO PENSATO UN ATTIMO”

In molti mi hanno detto che sono pazzo a lasciare il Torino, uno dei settori giovanili più importanti d’Italia, per allenare in D. Ma questi colori per me sono qualcosa di speciale e unico, non era possibile dire no, a prescindere dalla categoria“. Inizia così la nuova avventura di Omar Nordi a Pavia. Questa volta da allenatore della prima squadra dopo aver fatto sul campo, da calciatore, la storia del club Azzurro e dopo aver portato, da allenatore del settore giovanile, uno storico titolo nazionale nella stagione 2015/16 alla guida degli Allievi Nazionali.

Che effetto fa essere ritornare a casa?

“Sono felice per l’opportunità che mi è stata data e sono contento di essere qui. Qui sono a casa e giusto un anno fa, il 20 Giugno del 2016, vincevo il titolo di Campione d’Italia Allievi a Cesena: credo sia stata la soddisfazione più grande di tutta la mia carriera.

Prima del fallimento, in quei giorni ci fu anche l’investitura a tecnico della prima squadra?

Vero, mi fu comunicato prima della finale. Mi ci sarei buttato, però purtroppo sappiamo come è andata a finire. Io vivo qui, questa è diventata la mia città, mi giocherò le mie carte per cercare di dare continuità al lavoro svolto prima di andare a Torino, Mi gioco tanto. Contento di tornare in una società che quest’anno ha fatto grandi sforzi per ripartire. Va dato atto alla signora Rasparini e a Brega di aver operato bene ed in maniera seria”

Che Pavia sarà quello di Nordi?

“Sarà una squadra giovane, il regolamento lo impone, con qualche esperto che farà da guida al gruppo. Affronteremo un campionato importante, la Serie D è ormai al livello della vecchia C2. La promozione è stata centrata grazie ad un grande lavoro di mister Buglio e della squadra. L’obiettivo sarà confermarsi in Serie d: questa al momento è la nostra Champions League. Credo sia prematuro, ora come ora, parlare di Lega Pro. Per la realtà di Pavia fare una buona Serie D sarebbe il massimo”.

Passiamo a questioni di campo: hai già in mente qualcosa?

No, dipenderà dalla rosa che avrò a disposizione. Non sono un fissato dei moduli, credo sia limitativo per un allenatore ragionare su uno spartito predefinito. E poi lo sapete, sono un centravanti, vivo di sensazioni.

Hai parlato di giocatori: c’è qualcuno di cui hai chiesto la conferma della rosa di quest’anno?

C’erano dei buonissimi giocatori quest’anno: mi piacerebbe ripartire con Mangiarotti che mi auguro possa restare qui. Lui se vuole, passatemi il paragone, potrebbe essere il Totti del Pavia. È nato qui, sta vivendo un momento importante della sua carriera. Vi do una notizia: con Christian parleremo appena dopo questa conferenza stampa, è uno dei giocatori su cui mi piacerebbe pontare. Degli altri mi sono piaciuti molto Simoncini e mi piacerebbe ritrovare  i ragazzi che ho avuto nella Berretti Franchini, Russo e Capobianco. Punterei anche su Carollo: la situazione di Massimo è più complicato perchè lui è del Cittadella, stiamo provando a tenerlo qui.

Magari ci sarà la la possibilità di rivedere a Pavia qualche tuo “Allievo”?

Ci stiamo lavorando. Ho un rapporto speciale con quei ragazzi e con le loro famiglie. Se avranno la possibilità di giocare in una primavera di una squadra dei professionisti non ci proveremo neanche ma se li dirottassero in D, per il rapporto che c’è, tornerebbero volentieri.

Per la preparazione c’è un’ipotesi di date?

Dovremmo iniziare il 31 Luglio. Stiamo valutando se andare in  ritiro; se ci saranno la possibilità andremo al fresco altrimenti faremo la preparazione qui a Pavia. Voglio che sia chiaro che le priorità sono altre; il Milan si allena a Milanello, la Juventus a Vinovo, non sono quelle le cose che fanno la differenza.

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